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BREVE STORIA:
L'India, già sede di insediamenti nella preistoria e culla della civiltà nell'era mesopotamica, fu meta, più volte, di invasioni da parte di popoli dell'Asia centrale, assediata da dominatori indigeni e di origini mongole e cinesi. Essa, però, fu ignorata a lungo dai popoli europei fino a quando, intorno al XVI secolo, con lo sviluppo delle rotte commerciali, si trasformò in una fonte di ricchezze per compagnie, come quella delle Indie Orientali, che trattavano lo scambio di merci quali tessuti, tè e spezie. Durante il colonialismo, l'India, per la sua cruciale importanza strategica, fu assoggettata alla corona britannica, e vi rimase per circa un secolo dal 1858 al 1947, anno in cui ottenne l'indipendenza grazie a più di mezzo secolo di lotte e rivendicazioni che portano l'impronta di grandi personalità quali M. Gandhi.
GOVERNO:
La Repubblica indiana è una federazione di stati con parlamenti e governi autonomi. Ci sono 28 stati principali e 7 territori. La maggior parte degli stati, alcuni creati nel 2001, seguono nei loro confini le frontiere linguistiche.
I 28 stati sono:
Andhra Pradesh, Arunachal Pradesh, Assam, Bihar, Chattisgarh, Goa, Gujarat, Haryana, Himachal Pradsh, Jmmu e Kashmir, Jarkhand, Kanataka, Kerala, Mdhya Pradesh, Maharashtra, Manipur, Mghalaya, Mizoram, Nagaland, Orissa, Punjab, Rajasthan, Sikkim, Tamil Nadu, Tripura, Uttaranchal, Uttar Pradesh, Bengala occidentale.
I 7 territori sono:
Andamane e Nicobare, Chandigarh, Dadra e Nagar Haveli, Daman e Diu, Lakshadweep, Pondicherry, Delhi.
MONETA:
Rupia indiana
1 Euro = 54.0150 Rupia Indiana
1 Rupia Indiana = 0.0185 Euro
1 Dollaro = 45.1895 Rupia Indiana
1 Rupia Indiana = 0.0221 Dollari
GEOGRAFIA:
Con un'area d 3.287.593 Km quadrati, è il settimo paese del mondo per superficie.
Confina a nord con Bhutan, Cina, Nepal e Pakistan; ad est con Myanmar e Bangladesh; a sud con l'Oceano Indiano ed il Golfo del Bengala; ad ovest con il Pakistan e il Mare d'Arabia.
CAPITALE:
Nuova Delhi
PRINCIPALI CITTA':
Calcutta, Bombay, Madras, Bangalore, Ahmedabad, Hyderabad, Pune, Kanpur.
CLIMA:
Da ottobre a marzo la stagione è fresca (tranne che sulle colline e montagne del nord, dove è fredda): ciò significa un piacevole tepore di giorno, e fresco abbastanza per mettere un golfino alla sera, almeno fino a metà febbraio, quando comincia a fare più caldo. E' la stagione ideale per visitare quasi tutta l'India. Il caldo raggiunge la sua massima intensità tra aprile e la metà di giugno. Tra la metà di giugno e settembre il clima è umido; è la stagione piovosa del monsone, piogge torrenziali non tutto il giorno e tutti i giorni, ma abbastanza spesso da rendere i viaggi incerti e trasformare in flagello le zanzare e gli altri insetti.
POPOLAZIONE:
L'India, con 1.049.700.118 abitanti, è la seconda nazione più popolosa al mondo dopo la Cina
LINGUE:
L'India ha il più alto numero di lingue ufficiali del mondo: ben 23 tra cui l'hindi, tuttora parlato solo da una minoranza, e l'inglese, parlato dal 3% della popolazione.
Un recente conto delle lingue attualmente parlate in tutto il paese raggiunge, tralasciando i dialetti, la cifra di 1652, scritte in 13 diversi alfabeti.
RELIGIONI:
83% induisti, 11% musulmani, 2,5% cristiani, 2% sikh, 1,5% buddisti, giainisti, parsi e altri.
Nonostante la Costituzione definisca l'India uno stato laico, la religione gioca un ruolo essenziale nella vita quotidiana, nell'architettura, scultura e pittura dei suoi monumenti.
L'INDUISMO è basato sugli antichi culti indigeni e sugli insegnamenti vedici degli indo-ariani.
Si dice che vi siano 330 milioni di dei nel pantheon induista di cui i tre più importanti sono Brahma, Visnù e Siva. Visnù, il preservatore, è per i suoi devoti una divinità benevola universale, dal cui ombelico nasce un fiore di loto che genera Brahma, il cui solo compito fu la creazione del mondo. Visnù, rappresentato come un dio dalle quattro braccia che tengono un bastone, un disco, una conchiglia e un loto, ha molte incarnazioni tra cui Krishna. Lakshimi, moglie di Visnù, è la dea della buona sorte. Siva, dio danzante della distruzione, è il dio del tempo, degli asceti, il grande saggio che decide i destini del mondo. La moglie di Siva è la virtuosa Parvati che appare anche nella forma di Kali, la dea del terrore. Sui cruscotti dei taxi, poi, si possono osservare immagini del dio scimmia Hanuman o del dio dalla testa di elefante Ganesh. La mucca, con i suoi cinque prodotti (latte, caglio, burro, urina, letame), è sacra. L'etica indù proclama tre principi di vita per raggiungere la salvezza: giustizia, prosperità ottenuta onestamente e il piacere. Il karma (lavoro, azione), poi, implica la totalità di ciò che una persona ha compiuto nelle esistenza precedenti; gli indù dicono che non possiamo sfuggire al karma, ma possiamo sfruttarlo a nostro vantaggio.
L'ISLAMISMO non è una religione indiana anche se penetrò nel paese fin dalle origini. Religione ostile a ogni idolatria, attaccata a un rigido monoteismo, vede una scissione tra sunniti (aderenti alle leggi della Sunna, esposte dalle azioni e dalle parole di Maometto stesso) e sciiti (seguaci delle interpretazioni proposte dal cugino di Maometto, Alì, e dai successori).
Il SIKHISMO fu l'unico tentativo di creare una fede forte a partire dall'induismo e dall'islam.
Il loro guru fondatore, Nanak, nacque da una famiglia indù ma fu allevato secondo i principi egualitari dell'islam. Dall'islamismo trasse il concetto di un unico dio ma come gli indù preferiva individuarne le manifestazioni in ogni parte del mondo. I fedeli dovevano prendere tutti il cognome Singh (leone), portare il turbante e rispettare le cinque "k": kesha (barba e capelli), kanga (pettine), kara (bracciale d'acciaio), kachha (calzoncini militari) e kirpan (pugnale).Sia tabacco che alcool sono vietati.
Il BUDDISMO fu fondato oltre 2500 anni fa. Budda nacque come Siddartha Gautama intorno al 566 a. C. e crebbe nel fasto principesco fino a quando, lasciata ogni ricchezza, iniziò a mendicare, meditare e praticare la mortificazione del corpo. A 35 anni si sedette sotto un albero di pepe e meditò per 49 giorni e divenne Illuminato, Budda.
Giusta visione, ferma risoluzione, parole ben misurate, comportamento adeguato, vita onesta, sforzo giudizioso, pio raccoglimento e meditazione profonda sono i principi da osservare per superare i dolori della vita e conseguire l'illuminazione del Nirvana.
Il GIAINISMO, religione antica come il buddismo, elaborò il concetto di non violenza e non si diffuse mai fuori dall'India. Il suo fondatore, Mahavira, nacque nel 540 a. C. e come Budda lasciò le ricchezze per seguire l'automortificazione. La religione giainista attribuisce un'anima a tutte le creature viventi così come all'acqua, alle pietre e ad altri oggetti naturali e prevede lo stretto vegetarianismo.
I PARSI, originari dell'antica Persia, sono appena 100.000 in tutta l'India ma esercitano un'enorme influenza sulla vita economica del paese. Essi basano il loro codice etico sul concetto di una lotta incessante tra le forze della Creazione, del Bene e della luce e le forze dell'Oscurità e del Male, mettendo l'accento sulla purezza degli elementi naturali quali fuoco, terra e acqua.
Le COMUNITA' EBRAICHE e CRISTIANE in India sono antichissime.
SPORT:
Tra gli sport da praticare il nuoto è la prima scelta. Le migliori stazioni balneari sono quelle del Kovalam sulla costa del Malabar (dove ci si può anche dedicare al surf), di Goa, e , piccola ma incantevole, quella di Cochin. La vela è praticabile nella maggior parte delle coste. La pesca si pratica esclusivamente in acqua dolce. Per il trekking la regione da preferire è il Kashmir. Tra le altre allettanti possibilità c'è il golf, il tennis, la ginnastica e lo yoga.
Lo sport di gran lunga più amato in India è il cricket, praticato accanto all'hockey, al polo, alla corsa dei cavalli e a quelle dei cammelli, tutti spettacolari eventi a cui assistere.
DIVERTIMENTI:
La musica classica è una delle molte piacevoli sorprese che l'India è in grado di offrirci. Essa è composta da due elementi di base: il raga, una melodia di cinque o più note, e il tala, cioè il ritmo o tempo. L'improvvisazione è comunque l'elemento essenziale e un concerto completo può durare anche due o tre ore. La musica indiana non viene suonata da un'orchestra, ma da due o tre strumentisti che siedono a gambe incrociate. Uno degli strumenti principali è il lungo sitar a sei corde, dalla cassa armonica a forma di bulbo. Il robusto sarangi si suona con un archetto ed è stato affiancato dal violino occidentale, che qui viene suonato verticalmente. Il tambura a quattro corde crea un ritmo continuo che funge da accompagnamento. L'antico vina, un liuto a sette corde con il corpo arrotondato alla base e all'altra estremità un arco coloratissimo, è lo strumento suonato in casa dalle fanciulle perbene. Ci sono, poi, il flauto e due tipi di strumenti a percussione: i piccoli tamburi gemelli del nord, o tabla, e il lungo tamburo bombato del sud.
La danza indiana è meravigliosamente espressiva: ogni gesto delle mani, ogni rotazione degli occhi, ogni movimento delle anche, delle spalle e delle cosce, traduce tutta una gamma di emozioni. L'eloquenza della danza serviva a trasmettere il messaggio delle sacre scritture e le gesta della grande epoca indù e la danza sacra classica comprende ben 108 figure. In origine le danze erano eseguite dalle devadasi, giovani ballerine sacre che erano anche prostitute del tempio, finché il movimento di riforma dell'induismo non rese rispettabile la danza anche per le fanciulle di buona famiglia. Nel Kerala è molto suggestivo assistere alle danze kathakali, che evocano leggende di dèi ed eroi, nelle quali gli uomini recitano ruoli sia maschili che femminili.
ACQUISTI:
I tappeti sono uno degli acquisti più interessanti e quelli di lana e di seta di Srinagar, tessuti a mano, sono i migliori al mondo. I prezzi variano a seconda delle proporzioni tra lana e seta e della densità della tessitura. La lana morbida e calda tosata dal ventre delle capre selvatiche dell'Himalaia è il vero cashmere, e il preziosissimo shahtoosh è la lana più fine del Kashmir, ricavata dalla gola degli stambecchi, così finemente tessuta che si può far passare uno scialle attraverso una fede nuziale.
Le città più rinomate per la seta sono tre: Bangalore, per i classici tesuti stampati, Benares, per i broccati d'oro e d'argento, Kanchipuram, per la seta pesante e spesso vivacemente colorata, preferita per i sari da cerimonia.
Il cotone, splendidamente stampato e ricamato a mano, è uno degli acquisti migliori tra i tessuti indiani.
Le pietre preziose, quali diamanti, smeraldi, rubini, zaffiri, ma anche turchese, topazio, ambra, granato e ametista, sono molto importanti per gli indiani. L'oro, l'argento, il rame e l'ottone hanno ciascuno il proprio bazar.
La scultura in legno varia molto per qualità e soggetto: dagli elefanti in legno di rosa, ai cammelli in sandalo, ai lavori intagliati nel noce.
Per i gastronomi, infine, sarà possibile fare rifornimento di spezie, quali peperoncini, cardamomo, curcuma, zenzero, cumino, coriandolo, zafferano (di cui il Kashmir è la patria) e noce moscata. Anche i patiti del tè potranno sbizzarrirsi scegliendo tra una vasta gamma di tè diversi, dai gustosi tè neri, ai terapeutici tè verdi fino ai pregiatissimi e rari tè bianchi.
Da ricordare è che almeno metà del piacere sta nel mercanteggiare!
I PIACERI DELLA TAVOLA:
La cucina indiana è ricca e varia come le sue civiltà, ma comunque molto speziata. Il curry in polvere o la salsa curry in India non esiste, in quanto ogni piatto richiede una diversa combinazione di spezie. La miscela di spezie si chiama masala e comporta, tra gli altri ingredienti, peperoncino rosso, coriandolo, comino, curcuma gialla e zenzero, spesso assieme ad aglio e cipolla. Il garam masala, invece, è un misto di chiodi di garofano, cannelle, cardamomo e talvolta noce moscata e macis. Lo zafferano dà il suo colore e la sua fragranza unici sia al riso che alla carne.
Dati i tabù degli indù sui bovini e dei musulmani sul maiale, la carne più usata è quella di agnello o di montone. Il pollo tandoori è una specialità che viene cotta in un forno cilindrico di terracotta, il tandoor. Il pollo salato viene immerso in succo di lime, ammorbidito con papaia verde, poi marinato nello yogurt con aglio, zenzero, peperoncino e zafferano prima di essere infilato sullo spiedo e messo nel forno a carbone. Anche i pesci e i gamberi giganti, marinati in varie salse, sono ottimi piatti tandoor.
Il riso migliore è quello aromatico basmati, a chicchi lunghi usato soprattutto nel sud, in quanto, a parte il biriani e il pulao, nel nord si preferisce mangiare con diverse varietà di pane, tra cui il chapati (morbido e sottile), il paratha (un po' più spesso, a volte guarnito con verdura o carne tritata), i puri (panini fritti), il nan (grosso pane lievitato, cotto nel tandoor). Altra distinzione tra cucina del nord e del sud è che la seconda è più vegetariana e usa come base il cocco: l'olio per friggere, il latte e la polpa per le salse. Tuttavia, nel nord come nel sud, il grande raffredda-palato è il raita, yogurt freddo con cetrioli, pomodori e ananas.
Tra i dolci, il più apprezzato e conosciuto è sicuramente il khir, budino di riso, fatto di riso e latte condensato, insaporito con cardamomo e nocciole.
Non sarà certo difficile, poi, adattarsi al modo tipico di mangiare degli indiani: molto aggraziatamente con le dita, ruotando i polpastrelli attorno al piatto per formare una pallina di cibo con il riso o il pane indiano.
Stati dell'india,
Andhra Pradesh,
Arunachal Pradesh,
Assam,
Bihar,
Chhattisgarh,
Goa,
Gujarat,
Haryana,
Himachal Pradesh,
Jammu e Kashmir,
Jharkhand,
Karnataka,
Kerala,
Madhya Pradesh,
Maharashtra,
Manipur,
Meghalaya,
Mizoram,
Nagaland,
Orissa,
Panjab,
Rajasthan,
Sikkim,
Tamil Nadu,
Tripura,
Uttaranchal,
Uttar Pradesh,
Bengala Occidentale,
Territori dell'Unione,
Andamane e Nicobare,
Chandigarh,
Dadra e Nagar Haveli,
Daman e Diu,
Lakshadweep,
Pondicherry,
Territorio della Capitale,
Delhi,
IL MANTRA CURATIVO DI AYURVEDA
In India il massaggio con oli, in genere medicati per veicolare sostanza medicinali, è la tecnica più usata, in quanto l'olio ammorbidisce la pelle e la lubrifica per evitare l'effetto di sfregamento della frizione, e per distribuire il calore prodotto dal massaggio e proteggere contro le variazioni di temperature dell'ambiente.
Lo stato del Kerala, situato lungo la costa sud-occidentale del paese, ha un'antica e raffinata tradizione di massaggio grazie alla condizione del territorio unita all'eccezionale ecosistema ricco di piante medicinali spontanee, altrove rare. A Trivandrum, la capitale del Kerala, esiste un'Università Ayurvedica e moltissimi ospedali Ayurvedici sono distribuiti in tutto lo stato. Qui convivono e spesso si fondono, la dottrina ayurvedica di ceppo ariano, quella siddha di provenienza dravidica, il contributo tamilico dello yoga tantrico e il kalari cikitsa, la terapia fisica propria delle arti marziali. In generale, infatti, i grandi esperti del massaggio in India sono i praticanti delle discipline di combattimento.
L'olio di base più comune in India è quello di sesamo, dalle proprietà riscaldanti. L'olio è considerato, infatti, 'fuoco in forma liquida' proprio perché possiede un'innata proprietà riscaldante. La scelta dell'olio avviene in base alla costituzione di chi si sottopone al massaggio, alla sua condizione e al tipo di impiego richiesto (vi è distinzione tra gli oli per il corpo e oli per la testa). Deve essere fatta poi una distinzione tra massaggio e unzione. Il massaggio è una manipolazione sistematica dei tessuti molli del corpo, svolta ai fini terapeutici e con una conoscenza dell'anatomia e fisiologia umana. L'unzione prevede una generosa applicazione di olio e in tali condizioni il terapista potrà scivolare sul corpo con una pressione più o meno decisa, ma gli sarà impossibile L'Ayurveda è la tradizionale Scienza Curativa dell'India, originata qui più di 5000 anni fa e considerata la madre di tutte le scienze della guarigione. Essa ha fondamento nella filosofia indiana, ed è stata trasmessa per migliaia di anni con tradizione orale dai maestri ai discepoli giungendo fino a noi per mezzo di antiche scritture su foglie di palma. I principi di guarigione a mezzo di sistemi naturali, conosciuti in Occidente, hanno le loro radici in Ayurveda. La parola Ayurveda significa 'Scienza della Vita' (Ayur = Vita ; Veda = Conoscenza) ed istruisce sulla conoscenza delle varie linee guida da seguire per mantenere la salute della persona. Essa pone grande attenzione ed enfatizza la prevenzione; incoraggia il mantenimento della salute attraverso una grande attenzione ad una vita bilanciata, rettitudine nel pensiero, dieta adeguata, stile di vita semplice ed uso di erbe medicinali. Questo non è quindi solo un metodo di cura ma soprattutto un modo di vivere.
Ayurveda ha due principali obiettivi: il mantenimento della salute in persone sane e la cura delle malattie in persone malate.
La Filosofia Ayurvedica afferma che il corpo umano, come pure l'intero universo, è costituito da una combinazione di 5 grandi elementi eterni chiamati "Panchamahabhothas": Terra, Acqua, Fuoco, Aria ed Etere. Nel corpo umano questi cinque elementi si combinano in modo da dare vita a tre forze, conosciute come Tridosha (dosha = "ciò che oscura" o "ciò che causa il decadimento delle cose"), e chiamate rispettivamente Vatha, Pitha e Kapha.
Vatha è composto da aria ed etere, Pitha da fuoco e acqua, Kapha da acqua e terra. Queste tre forze controllano tutti i processi biologici e generalmente Vatha è il dosha principale, Pitha è quello che si modifica e Kapha è quello che crea.
Vatha, che significa "ciò che muove le cose", è l'energia associata al movimento composto da spazio ed aria. Essa governa il respiro, i movimenti dei muscoli e dei tessuti, la pulsazione del cuore e tutti i movimenti nel citoplasma e nella membrana cellulare. Quando è bilanciato Vatha promuove la creatività e la flessibilità, quando è fuori ordine produce paura ed ansietà. Vatha è soprattutto freddo, secco e leggero.
Pitha, che significa "ciò che digerisce le cose", è l'espressione del sistema metabolico del corpo fatto di acqua e fuoco. Essa governa la digestione, l'assimilazione, il nutrimento , il metabolismo e la temperatura corporea. Quando è in equilibrio Pitha promuove la comprensione e l'intelligenza, quando è sbilanciato arreca rabbia, odio e gelosia. Pitha è soprattutto caldo, oleoso e leggero.
Kapha, che significa "ciò che tiene le cose assieme", è l'energia che forma le strutture del corpo, le ossa, i muscoli, i tendini, e provvede a fare il collante che tiene unite le cellule, ed è governato da terra ed acqua. Kapha distribuisce l'acqua a tutte le parti del corpo. Essa lubrifica le giunture, rassoda la pelle e mantiene il sistema immunitario. Quando è bilanciato Kapha è l'espressione di amore, calma e perdono, quando è sbilanciato conduce ad odio, invidia, gelosia ed aggressività. Kapha è soprattutto freddo, umido e pesante.
In corrispondenza con le qualità dei tre dosha, ogni persona può essere classificata come 'tipo'; vi sono 7 tipi principali, caratterizzati dalla predominanza di una o più forze: vatha, pitha, kapha, vatha-pitha, pitha-kapha, vatha-kapha, vatha-pitha-kapha.
Quando le tre forze sono presenti nella giusta proporzione e nei luoghi appropriati, la persona è sana. Modifiche nell'alimentazione, nello stile di vita, nell'età, nel periodo stagionale, possono alterare l'equilibrio creando condizioni favorevoli all'insorgere della malattia. L'Equilibrio è ordine naturale, lo squilibrio è disordine. Dentro il nostro corpo c'è un intreccio costante tra ordine e disordine e se noi conosciamo la natura del disordine possiamo ristabilire l'ordine.
Ayurveda spiega i modi differenti di trattare la persona per mantenere la salute e curare la malattia mantenendo l' equilibrio dei costituenti del corpo. Il punto di partenza del trattamento è sempre la normalizzazione dell'eventuale dosha aggravato al momento della valutazione.
La conoscenza dell'Ayurveda mette in condizione l'individuo di capire come creare l'equilibrio del corpo, della mente e del pensiero valutando la costituzione individuale, la condizione del momento e il periodo stagionale. La costituzione individuale è lo schema di base del nostro corpo, cioè uno stato in cui uno o più dosha è naturalmente accresciuto. Bisognerà dunque analizzare le caratteristiche fisiche quali: l'impalcatura ossea, la proporzione, lo spessore dei tessuti, il colore e spessore dei capelli e se essi sono lisci o ricci, secchi o untuosi, la dimensione ed il colore degli occhi, i denti, le gengive, le mucose, la lingua, il colore della pelle, se essa è secca o untuosa e la sua reazione all'esposizione solare, se l'appetito è variabile o costante, le condizioni climatiche in cui la persona funziona meglio, se il ciclo mestruale è regolare, scarso o abbondante, doloroso o meno,la profondità del sonno, la sua qualità, il contenuto dei sogni, la velocità del parlare, il timbro e tono della voce ed infine le emozioni.
Il secondo elemento di valutazione è la condizione del momento, ossia se la sua condizione attuale è sufficientemente descritta dal normale quadro costituzionale appena indagato, o presenta delle variazioni. Stabilire ciò è molto importante, in quanto il punto di partenza del trattamento è sempre la normalizzazione di ciò che non è in equilibrio al momento dell'analisi.
Infine, il terzo elemento è la valutazione del periodo stagionale, in quanto, il tempo, che può essere suddiviso in tre cicli: giornaliero, stagionale e cosmico, è il fattore esterno di accrescimento più importante.
La differenza fondamentale tra la medicina occidentale e l'Ayurveda è che, mentre la medicina occidentale cura le malattie e i loro sintomi con medicine ed interventi chirurgici, l'Ayurveda non si focalizza sulla malattia ma sul bilanciamento delle energie che dà forza al sistema naturale di difesa del corpo, che dà maggiore vigore fisico per difendersi contro le malattie. L'Ayurveda non può sostituire la medicina occidentale, ma può potenziare le difese organiche dell'individuo per renderlo più forte e meno incline alle malattie, oppure ricostituire il corpo dopo cure mediche o interventi.
Le medicine Ayurvediche comprendono: pastiglie, sciroppi, ricostituenti, inalazioni, prodotti per la pulizia intestinale, lassativi, essenze ed oli per i massaggi.
L'unzione e il massaggio sono usati, in India, fin dai tempi antichi per incrementare forza, mobilità, flessibilità e memoria, migliorare la vista e il funzionamento di organi interni, favorire il sonno, aumentare la resistenza del sistema immunitario, rigenerare i tessuti, curare la struttura muscolo-scheletrica, ridurre gli edemi, sbloccare l'energia vitale, ridurre l'accumulo di sostanza dannose nel corpo, migliorare la concentrazione, l'intelligenza, la fiducia in se stessi, l'autostima e promuovere la longevità.
manipolare i tessuti. L'Ayurveda non ha una tradizione codificata di massaggio ma vi sono sistemi di massaggio o singoli terapisti che si ispirano ai principi ayurvedici; per quanto riguarda l'unzione, invece, l'Ayurveda ha tramandata un'interrotta tradizione.
Al termine del trattamento, l'olio viene di solito rimosso applicando sul corpo una miscela di erbe in polvere che, oltre a promuovere l'eliminazione dell'olio non assorbito, possiede anche proprietà terapeutiche. L'applicazione di sostanze in polvere è chiamata ubtan.
Il massaggio indiano riconosce e tiene conto di una fisiologia sottile caratterizzata da linee di flusso e plessi, percorsi e vivificati dall' 'energia vitale' o prana. I plessi vitali si chiamano marma e sono localizzati in regioni anatomiche caratterizzate dalla presenza di due o più delle seguenti strutture: vasi sanguigni, ossa e nervi, legamenti, muscoli e articolazioni. Secondo l'energetica indiana, nei marma sono presenti le tre forze psicofisiche vatha, pitha e kapha. Una volta attivato, il marma viene trattato con la percussione o con un leggero impastamento circolare, o una frizione, dell'area interessata.
La tradizione indiana più autentica riconosce che i tre ingredienti più importanti per un massaggio efficace sono l'olio medicato, la tecnica manuale e il vigore vitale del terapista.
SPEZIE ED ERBE AROMATICHE
Le spezie e le erbe aromatiche possono essere utilizzate fresche, essiccate, o sotto forma di oli essenziali, per la cucina, la salute e la bellezza.
Negli alimenti erbe e spezie esaltano il sapore e aumentano l'appetibilità, oltre a consentire un minor uso di sale e di grassi di condimento. L'aroma e il profumo sono dati dagli oli essenziali in esse contenuti, che sono liberati quando vengono spezzettate, macinate o tagliate.
Per quanto riguarda la salute, possiamo avvantaggiarci delle numerose virtù di erbe e spezie tramite decotti, infusi, macerati, tisane, cataplasmi, vini medicati, oli e pomate.
Le erbe e le spezie possono, infine, fornirci un valido aiuto per migliorare il nostro aspetto in maniera equilibrata, utilizzando preparati del tutto naturali e non inquinanti.
Le erbe aromatiche sono costituite soprattutto dalle foglie, ma anche dai fiori, dalle radici, dagli stimmi e dai semi di piante annuali o perenni, a fusto legnoso e non.
Le spezie, invece, derivano dalle bacche, dalla corteccia, dal frutto o dalle radici di piante perenni, per la maggior parte tropicali.
Già gli antichi cinesi, indiani, egizi e i popoli della Mesopotamia si curavano con le erbe, ma fu il Rinascimento a dare un nuovo impulso all'erboristeria, che si sviluppò notevolmente grazie anche alla scoperta delle spezie dalle proprietà straordinarie.
Fu nell'ottocento, invece, che si sviluppò lo studio sistematico e scientifico sulla composizione chimica delle piante e sull'anatomia che diede vita alla medicina moderna, stabilendo la fine della medicina popolare.
Tuttavia, ai nostri tempi, un numero sempre maggiore di persone si rivolge alla medicina naturale, sia per ovviare agli effetti collaterali delle medicine, sia per recuperare uno stile di vita più a misura d'uomo.
Le erbe aromatiche, se acquistate fresche, devono essere consumate in pochi giorni, mentre, se acquistate essiccate durano più a lungo ma mancano di alcune proprietà e caratteristiche. Le erbe, per essere essiccate, devono essere raccolte quando la pianta è all'inizio della fioritura, poste in mazzetti e appese a testa in giù in una stanza ben ventilata.
Le spezie, invece, vengono tutte vendute già pronte per l'uso: disidratate e macinate.
Erbe essiccate e spezie vanno conservate in contenitori a chiusura ermetica, di vetro scuro, in luoghi protetti dal calore, dalla luce diretta del sole e sostituite quando l'aroma è svanito e il colore modificato.
Gli oli essenziali sono sostanze odorose e volatili che contengono la più elevata concentrazione possibile dei principi attivi delle piante da cui sono estratti. Essi vengono danneggiati dalla luce, dal calore e dall'ossigeno, perciò vanno tenuti ben chiusi e a temperature non inferiori ai 5° e non superiori ai 30°. Gli oli essenziali non vanno applicati puri sulla pelle ma mescolati a veicolanti come oli e creme base per evitare irritazioni.
Per quanto riguarda l'amalgamazione dei composti, è bene usare sempre un cucchiaio di legno, mentre il mortaio è preferibile di pietra o marmo per evitare che si impregni dell'aroma e del colore di ciò che vi si pesta di volta in volta.
Breve storia del commercio delle spezie
Le spezie erano largamente utilizzate fin dall'antichità dalle civiltà del Vicino ed Estremo Oriente; India, Indonesia, Malesia e Cina le esportavano in Assiria ed Egitto, e a dimostrazione di ciò sta il fatto che ancora oggi il percorso dalla Cina al Medio Oriente porta il nome di "via delle spezie".
Ai tempi dell'Impero romano, che aveva stazioni commerciali e militari in Asia e sul mar Rosso, le spezie giunsero a Roma, dove i romani spendevano vere e proprie fortune per averle sulle loro tavole e per farne profumi.
Nel Medioevo gli aromi erano usati soprattutto per insaporire cibi, per conservare le carni e per coprire molto spesso il gusto di marcio.
Marco Polo diede a Venezia il dominio sul traffico delle spezie, ma quando Vasco di Gama, nel 1498, raggiunse le coste indiane conferì il monopolio del commercio delle spezie a Lisbona.
Cristoforo Colombo partì finanziato dalla Spagna proprio per togliere al Portogallo questo primato, ma per lui, come sappiamo, le cose andarono in altro modo…
Nel 1600 emersero le Compagnie delle indie orientali di Inghilterra, Olanda e Francia, che riuscirono a strappare il predominio al Portogallo; ben presto, però, con il colonialismo, si verificò un crollo dei prezzi che pose fine all'epoca d'oro delle spezie.
Le spezie dalla A alla Z
ANICE: pianta annuale, originaria dell'Asia Minore, di cui si utilizzano i frutti essiccati. Per il suo dolce profumo è molto utilizzato in pasticceria e, nella varietà stellata, anche per decorazioni. E' usato, poi, in medicina poiché favorisce la digestione e il metabolismo, è benefico per l'apparato riproduttivo femminile ed è un ottimo sedativo.
CANNELLA: originaria di Ceylon, si presenta sotto forma di bastoncini arrotolati ricavati dai rami di alberi alti una decina di metri. I bastoncini di qualità migliore sono quelli più sottili e sono utilizzati per aromatizzare cibi e bevande (a tale scopo si usa anche la cannella in polvere detta cinnamomo), per profumare ambienti e per decorare. L'azione medicinale della cannella è soprattutto cardiotonica, antispasmodica, digestiva e l'olio essenziale favorisce il drenaggio della cellulite e risveglia il vigore sessuale.
CARDAMOMO: pianta erbacea perenne originaria del Malabar, cresce spontanea nello Sri Lanka e in India meridionale. Raggiunge i 2-3 metri d'altezza e presenta infiorescenza a grappoli i cui frutti sono baccelli verdi di circa 1 centimetro, contenenti numerosi semi bruni dall'intenso aroma.
Definito il "re delle spezie", è utilizzato per insaporire cibi e bevande e per rinfrescare la bocca se masticato. In medicina sono sfruttate le sue proprietà antisettiche e carminative e per la cura della dissenteria.
CHILI IN POLVERE: è una miscela di spezie a dosaggio variabile e deriva principalmente dall'essiccazione del peperoncino maturo. Viene utilizzata soprattutto nella preparazione di piatti a base di carne.
CHIODI DI GAROFANO: sono i fiori in boccio, raccolti due volte l'anno ed essiccati al sole, di una pianta arborea originaria delle Filippine e delle Molucche. Vengono utilizzati in cucina per aromatizzare e in medicina per il loro potere antisettico, sedativo della tosse e come anestetizzanti locali. L'eugenolo è l'olio essenziale che se ne ricava e viene utilizzato in odontoiatria e profumeria.
CORIANDOLO: pianta erbacea annuale, originaria del bacino orientale del mediterraneo, alta circa 60 centimetri di cui vengono utilizzati solo i semi essiccati, specialmente nella cucina orientale. In medicina viene utilizzato per la sua azione antisettica, carminativa, e tonica contro la sonnolenza.
CUMINO: erba annuale, sia spontanea che coltivata, originaria del Turkestan e alta fino a 20 centimetri. Il suo utilizzo è limitato alla preparazione di cibi e bevande.
CURCUMA: pianta dell'Asia tropicale le cui radici vengono usate come condimento, nonostante essa perda rapidamente il suo aroma. La curcuma è utilizzata in fitoterapia per la cura di di problemi digestivi, affezioni epatiche, per migliorare la circolazione e lenire le affezioni cutanee. La sostanza gialla che se ne estrae veniva usata in tintoria e le ragazze tamil la usano per tingersi i capelli nel giorno del loro fidanzamento.
CURRY: miscela indiana di spezie pestate nel mortaio e comprende: pepe nero, cumino, coriandolo, cannella e zafferano, eventualmente noce moscata, chiodi di garofano, zenzero e peperoncino. Tutti i componenti del curry sono sostanze nervine ed eccitanti dei succhi gastrici e degli enzimi. In India il curry è chiamato Garam masala, che però è la mistura originaria, di cui il curry è considerato una semplificazione.
FIENO GRECO: pianta annuale che produce piccoli semi duri e amari dall'alto contenuto proteico ed utilizzato come tonico e nei casi di indigestione.
FINOCCHIO SELVATICO: pianta che cresce nella zona subalpina italiana e in tutta Europa meridionale, comprende molte varietà che danno piccoli frutti più o meno dolci, pepati o amari. I semi essiccati si utilizzano in cucina e in medicina sono sfruttate le sue proprietà carminative, digestive, diuretiche ed è ottimo come stimolante della montata lattea e del ciclo mestruale.
GINEPRO: pianta longeva e comune in tutto il Mediterraneo di cui si usano le foglie e le bacche viola per insaporire piatti e bevande. Le sue proprietà medicinali stanno nel favorire la diuresi, disinfettare le vie urinarie e curare malattie delle vie respiratorie grazie alle sue proprietà balsamiche.
MACIS: spezie costituita dall'escrescenza essiccata e macinata del seme della noce moscata e utilizzata in cucina per insaporire cibi e bevande.
NOCE MOSCATA: nasce da un albero originario delle Molucche e si usa il seme che, liberato dal frutto, viene lasciato essiccare e poi frantumato o grattugiato per aromatizzare svariate pietanza. E' utile in piccole dosi per risolvere difficoltà digestive, come afrodisiaco e come blando sedativo.
PAPAVERO: pianta erbacea originaria dell'Oriente, alta sino a un metro e mezzo, presenta fiori bianchi e frutti a baccelli, che contengono un succo lattiginoso da cui si estrae l'oppio, venduto sotto prescrizione medica. I piccoli semi di colore grigio-blu, invece, vengono utilizzati in cucina.
PEPE: frutto di un albero tropicale alto fino a dieci metri e originario di India e Malesia, è una delle spezie più note. Le varietà bianco e nero vengono dal Piper nigrum: il pepe nero è il frutto raccolto prima della maturazione, quando ha un colore rossastro che scurisce con l'essiccamento; il pepe bianco, invece, è il risultato del frutto giunto a maturazione sulla pianta e solo in seguito sbucciato ed essiccato. Dalla stessa pianta si trae anche il pepe verde, il frutto fresco conservato in una specie di marinata e immerso nell'acqua prima dell'uso. In cucina è utilizzato per ravvivare il gusto a molte pietanza e possiede inoltre molte proprietà mediche: è energizzante e stimola gli apparati respiratorio, circolatorio e digestivo.
PEPERONCINO ROSSO (O PAPRIKA O PEPE DI CAYENNA): originario del Centro America, ne esistono numerose varietà dal frutto piccolo e sapore piccante, al frutto più grosso e sapore meno forte, al frutto carnoso e gusto dolce… E' raccolto a fine estate e si fa essiccare appeso all'ombra in ambiente aerato. Usato in cucina, ricco di vitamina C, è consigliato per le difficoltà digestive, come antisettico e nelle diete ipocaloriche.
PIMENTO: bacca di colore nero che viene ridotto in polvere e utilizzato in cucina.
SENAPE: spezie antichissima di cui se ne utilizzano i semi, generalmente ridotti in polvere, che costituiscono la base per la mostarda. Ricca di lipidi e di sostanze aromatiche, è sconsigliata nelle diete ipocaloriche, in gravidanza, nella prima infanzia e nei casi di infiammazione di ogni genere.
SESAMO: alta pianta erbacea originaria dell'Asia tropicale, ha foglie intere e dentate e fiori solitari dai quali si ricava un olio che può sostituire quello d'oliva. I piccoli semi bianchi, preferibilmente tostati, vengono usati per la preparazione di diverse pietanze. Il sesamo è ricco di fibra alimentare, vitamine del complesso B, magnesio, calcio, ferro e silicio.
VANIGLIA: pianta coltivata per i frutti verdi, che diventano marroni quando maturano e che vengono utilizzati, sia come baccelli che mediante estrazione dell'olio essenziale, per aromatizzare preparazioni di pasticceria. Grazie al suo dolce profumo è ottima per bagni, creme e profumi.
ZAFFERANO: originario dell'Asia Minore, viene ora coltivato in diversi paesi, ma è bene acquistarlo in India dove costa meno ed è di buona qualità. Per ricavarne 80 grammi si devono raccogliere 80 chili di bellissimi fiori, di cui essiccare i pistilli. Di aroma amarognolo è utilizzato in cucina e, in farmacia, è sfruttato per produrre sedativi e antidolorifici; è inoltre un efficace antiossidante, un potente afrodisiaco e fonte di vitamine E e B2.
ZENZERO: ricavato dalla radice bollita ed essiccata di una pianta dell'Asia e delle isole del Pacifico, viene utilizzato per preparazioni alimentari. Ha potere carminativo ed è indicato per tutte le malattie causate dall'umidità e dal freddo. Ottimo per sedare ogni tipo di nausea, se mangiato candito durante un viaggio, combatte il mal d'auto e il mal d'aria.
Le erbe aromatiche dalla A alla Z
ACETOSELLA (O ERBA SALINA): erba con foglie simili al trifoglio, dal sapore acidulo, usata cotta e cruda. Dalle sue foglie si estrae il sale di acetosella usato in tintoria per togliere le macchie di ruggine e di inchiostro.
ALLORO: pianta originaria dell'Asia Minore, di cui si usano sia le foglie in cucina, sia i frutti dai quali si estrae l'olio essenziale dalle proprietà antisettiche, digestive e stimolanti. Bisogna, invece, evitare le bacche perché contengono un principio tossico molto nocivo.
ANETO: si usano le foglie e i semi essiccati in cucina, i fiori per guarnizione. In medicina è usato per la sua azione carminativa, aromatica e antispasmodica.
BASILICO: pianta erbacea annuale, originaria dell'India, che può essere conservata essiccata, surgelata o in olio d'oliva. Esso va colto prima che fiorisca e non deve essere cotto affinché non perda il suo aroma, e anche il contatto con le lame d'acciaio ne alterano il gusto. Ricco di vitamina B, è un tonico, favorisce il rilassamento e la concentrazione, ed è usato per curare infiammazioni della bocca e curare ferite.
CAPPERO: pianta perenne il cui frutto è costituito da una bacca che ospita al suo interno molti semi neri. Del cappero ci interessano i boccioli dei fiori che non sono ancora aperti e che si presentano piccoli, verdi e dal sapore aromatico. Essendo ricco di sale è utile nei casi di affezioni del fegato e della bile.
CERFOGLIO (O ERBA STELLA): simile al prezzemolo, è usato crudo per insaporire e grazie al suo contenuto di vitamina C, è usato in cosmesi e in medicina.
ERBA CIPOLLINA: si coltiva facilmente e si usa in cucina sminuzzata per insaporire e per tenere a bada il colesterolo.
ESTRAGONE (O DRAGONCELLO): dal sapore dolce e raffinato, simile a quello dell'anice, è utilizzato per insaporire e contiene elementi che stimolano la digestione e favoriscono l'appetito.
MAGGIORANA: originaria della Persia, dal sapore delicato e leggero ma intenso, è utilizzata per insaporire in cucina mentre, in farmacia, per le sue proprietà di favorire la digestione, attenuare i dolori addominali e mestruali. Ha potere anafrodisiaco predisponendo la mente al riposo e calmando le emozioni.
MELISSA: pianta erbacea originaria dell'Eurasia, dal profumo di limone, le cui foglie essiccate si usano per insaporire cibi e bevande. Ha un'azione antispasmodica, antisterica, tonica e digestiva.
MENTA: originaria dell'Eurasia, è presente nelle varietà di menta romana, piperita, a foglie rotonde, mentuccia o nepetella. In cucina si aggiunge a fine cottura, in medicina è sfruttata la sua azione carminativa, antisettica, calmante, rinfrescante e digestiva.
ORIGANO: pianta perenne aromatica del bacino del Mediterraneo di cui si usano le sommità fiorite, essiccate e poste in mazzetti. In cucina si usa a metà cottura, in farmacia è sfruttato per le sue proprietà antispastiche, espettoranti, diuretiche, sedative, carminative, antisettiche e antiedema. Ricco di lipidi, è sconsigliato nelle diete ipocaloriche.
PREZZEMOLO: erba che bene si sposa con numerosissime pietanze. Va colto prima della fioritura e se ne utilizzano le foglie sminuzzate. La varietà riccia è più ornamentale, quella a foglie è più saporita. Il prezzemolo ha proprietà antianemiche, diuretiche, toniche, antibatteriche ed è fonte di ferro e vitamina C.
RAFANO: pianta erbacea perenne la cui radice si usa grattugiata. Molto piccante, è considerato benefico per il raffreddore perché ricco di vitamina C e ha proprietà antibatteriche. Ricco di potassio, è indicato nelle diete ipocaloriche, in gravidanza, nelle cure disintossicanti, nel diabete e nei casi di osteoporosi.
ROSMARINO: pianta sempreverde e persistente a cespuglio, originaria delle coste del Mediterraneo, viene usato fresco ed essiccato. Contiene negli apici delle foglioline un olio essenziale, il carnosolo, dal potere antiossidante, digestivo, tonico, stimolante, diuretico e cardiotonico.
SALVIA: pianta che cresce in Asia Minore e nella zona del Mediterraneo, di cui si utilizzano le foglie in cucina e si sfruttano le note proprietà medicinali (antisettiche, antisudorifere, diuretiche, ipoallergeniche e afrodisiache).
SANTOREGGIA (O ERBA ACCIUGA): originaria dell'area mediterranea, dal sapore un po' amaro e profumo di menta, si presenta in una varietà estiva, le cui foglie essiccate sono più aromatiche, e in una varietà invernale. Le foglie vanno raccolte giovani, prima che diventino dure e si usano per la preparazione di diversi alimenti. Ha proprietà antisettiche e digestive.
TIMO: arbusto perenne con foglie grigie, sottili, ovali, dal sapore di limone. Quello che si usa in cucina ha foglie più piccole di quello selvatico. Le preparazioni a base di timo hanno proprietà antisettiche, disinfettanti, favoriscono l'espettorazione e agiscono come bronco spasmolitici.
Kathakali
In Kerala nasce nel secondo secolo questa unica forma teatrale chiamata Kathakali che ha le sue basi negli antichi rituali hindu e nelle varie forme di danza tipiche di questo stato. Nel 17 secolo emerge come forma di danza drammatica popolare , grazie all interesse del maharaja di Travancore, che trascrive una storia basata sul Ramayana nella lingua del Kerala, il Malayalam. Il re ne promuove la diffusione in tutto la regione costituendo delle scuole teatrali. Il kathakali nei secoli si consolida come danza drammatica principe della cultura del Kerala ed I suoi protagonisti, come l`icona dell`arte teatrale Indiana.
Story> KIRATA
Nel periodo in cui erano in esilio nella foresta, i fratelli Pandava e Draupadi, ebbero molti scontri.
Vyasa , il grande saggio, ando a trovarli e avviso Arjuna di andare sull himalaya a pregare Siva per ottenere la freccia divina Pasupata che gli sarebbe stata necessaria per vincere nella guerra che avrebbe combattuto contro i Kauravas. Siva e la sua consorte Parvati per testare la forza d`animo e la fede di Arjuna si travestirono da cacciatori. Arjuna fu sconfitto, ma continuo a lottare strenuamente al punto che Siva ritornato alla sua vera essenza, benedi Arjuna e gli offri la freccia divina pasupata.
CARATTERI:
Arjuna...............il terzo dei Pandavas
Kirata................un cacciatore (Siva travestito)
Kiratastree.........Parvati travestita
Siva...................un dio
Parvati...............moglie di Siva
Scena 1
ARJUNA> Arjuna e sull himalaya per fare penitenza e preghiera per propiziare la scelta del dio Siva. Vede il monte Kailasa, la casa di Siva ed e stupito dalla sua immensita. Entra in profonda meditazione e preghiera/
Scena 2
KIRATA,KIRATASTREE E BHUTAS> Siva apprezza la meditazione di Arjuna (meditazione combinata a commiserazione) ma vuole testarlo prima di garantirgli il suo desiderio. Travestito da cacciatore, insieme a Parvati si recano nella foresta. Dopo essersi fatti complimenti a vicenda per il magnifico travestimento progettano di combattere contro Arjuna per testare la sua forza ed il suo valore. La cacciatrice Kiratastree vorrebbe che gli venisse concesso il desiderio senza ritardi, ma il cacciatore Kirata le risponde che un motivo valido e nella sua mente, cioe rendere Arjuna meno orgoglioso. La cacciatrice quindi accetta e procedono verso Arjuna.
Scena 3
ARJUNA,KIRATA E KIRATASTREE>
Mentre Arjuna medita un demone sotto forma di animale mandato dai Kauravas, lo attacca, ma nel medesimo istante I cacciatori appaiono. Arjuna lancia una freccia al demone, anche il cacciatore lancia un altra freccia al demone, che muore. Nasce tra Arjuna ed il cacciatore un litigio perche il primo non avrebbe dovuto attaccare l animale-demone che il cacciatore stava cacciando. Inizia cosi un combattimento fra I due. Il cacciatore con l aiuto della cacciatrice vince la lotta. Arjuna, lentamente si riprende dalla lotta e ricomincia a pregare e meditare. In quel momento si accorge di aver lottato contro Siva e lo prega di perdonarlo. Siva e Parvati infine offrono ad Arjuna la freccia divina pasupata.
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