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IL MANTRA CURATIVO DI AYURVEDA
In India il massaggio con oli, in genere medicati per veicolare sostanza medicinali, è la tecnica più usata, in quanto l'olio ammorbidisce la pelle e la lubrifica per evitare l'effetto di sfregamento della frizione, e per distribuire il calore prodotto dal massaggio e proteggere contro le variazioni di temperature dell'ambiente.
Lo stato del Kerala, situato lungo la costa sud-occidentale del paese, ha un'antica e raffinata tradizione di massaggio grazie alla condizione del territorio unita all'eccezionale ecosistema ricco di piante medicinali spontanee, altrove rare. A Trivandrum, la capitale del Kerala, esiste un'Università Ayurvedica e moltissimi ospedali Ayurvedici sono distribuiti in tutto lo stato. Qui convivono e spesso si fondono, la dottrina ayurvedica di ceppo ariano, quella siddha di provenienza dravidica, il contributo tamilico dello yoga tantrico e il kalari cikitsa, la terapia fisica propria delle arti marziali. In generale, infatti, i grandi esperti del massaggio in India sono i praticanti delle discipline di combattimento.
L'olio di base più comune in India è quello di sesamo, dalle proprietà riscaldanti. L'olio è considerato, infatti, 'fuoco in forma liquida' proprio perché possiede un'innata proprietà riscaldante. La scelta dell'olio avviene in base alla costituzione di chi si sottopone al massaggio, alla sua condizione e al tipo di impiego richiesto (vi è distinzione tra gli oli per il corpo e oli per la testa). Deve essere fatta poi una distinzione tra massaggio e unzione. Il massaggio è una manipolazione sistematica dei tessuti molli del corpo, svolta ai fini terapeutici e con una conoscenza dell'anatomia e fisiologia umana. L'unzione prevede una generosa applicazione di olio e in tali condizioni il terapista potrà scivolare sul corpo con una pressione più o meno decisa, ma gli sarà impossibile L'Ayurveda è la tradizionale Scienza Curativa dell'India, originata qui più di 5000 anni fa e considerata la madre di tutte le scienze della guarigione. Essa ha fondamento nella filosofia indiana, ed è stata trasmessa per migliaia di anni con tradizione orale dai maestri ai discepoli giungendo fino a noi per mezzo di antiche scritture su foglie di palma. I principi di guarigione a mezzo di sistemi naturali, conosciuti in Occidente, hanno le loro radici in Ayurveda. La parola Ayurveda significa 'Scienza della Vita' (Ayur = Vita ; Veda = Conoscenza) ed istruisce sulla conoscenza delle varie linee guida da seguire per mantenere la salute della persona. Essa pone grande attenzione ed enfatizza la prevenzione; incoraggia il mantenimento della salute attraverso una grande attenzione ad una vita bilanciata, rettitudine nel pensiero, dieta adeguata, stile di vita semplice ed uso di erbe medicinali. Questo non è quindi solo un metodo di cura ma soprattutto un modo di vivere.
Ayurveda ha due principali obiettivi: il mantenimento della salute in persone sane e la cura delle malattie in persone malate.
La Filosofia Ayurvedica afferma che il corpo umano, come pure l'intero universo, è costituito da una combinazione di 5 grandi elementi eterni chiamati "Panchamahabhothas": Terra, Acqua, Fuoco, Aria ed Etere. Nel corpo umano questi cinque elementi si combinano in modo da dare vita a tre forze, conosciute come Tridosha (dosha = "ciò che oscura" o "ciò che causa il decadimento delle cose"), e chiamate rispettivamente Vatha, Pitha e Kapha.
Vatha è composto da aria ed etere, Pitha da fuoco e acqua, Kapha da acqua e terra. Queste tre forze controllano tutti i processi biologici e generalmente Vatha è il dosha principale, Pitha è quello che si modifica e Kapha è quello che crea.
Vatha, che significa "ciò che muove le cose", è l'energia associata al movimento composto da spazio ed aria. Essa governa il respiro, i movimenti dei muscoli e dei tessuti, la pulsazione del cuore e tutti i movimenti nel citoplasma e nella membrana cellulare. Quando è bilanciato Vatha promuove la creatività e la flessibilità, quando è fuori ordine produce paura ed ansietà. Vatha è soprattutto freddo, secco e leggero.
Pitha, che significa "ciò che digerisce le cose", è l'espressione del sistema metabolico del corpo fatto di acqua e fuoco. Essa governa la digestione, l'assimilazione, il nutrimento , il metabolismo e la temperatura corporea. Quando è in equilibrio Pitha promuove la comprensione e l'intelligenza, quando è sbilanciato arreca rabbia, odio e gelosia. Pitha è soprattutto caldo, oleoso e leggero.
Kapha, che significa "ciò che tiene le cose assieme", è l'energia che forma le strutture del corpo, le ossa, i muscoli, i tendini, e provvede a fare il collante che tiene unite le cellule, ed è governato da terra ed acqua. Kapha distribuisce l'acqua a tutte le parti del corpo. Essa lubrifica le giunture, rassoda la pelle e mantiene il sistema immunitario. Quando è bilanciato Kapha è l'espressione di amore, calma e perdono, quando è sbilanciato conduce ad odio, invidia, gelosia ed aggressività. Kapha è soprattutto freddo, umido e pesante.
In corrispondenza con le qualità dei tre dosha, ogni persona può essere classificata come 'tipo'; vi sono 7 tipi principali, caratterizzati dalla predominanza di una o più forze: vatha, pitha, kapha, vatha-pitha, pitha-kapha, vatha-kapha, vatha-pitha-kapha.
Quando le tre forze sono presenti nella giusta proporzione e nei luoghi appropriati, la persona è sana. Modifiche nell'alimentazione, nello stile di vita, nell'età, nel periodo stagionale, possono alterare l'equilibrio creando condizioni favorevoli all'insorgere della malattia. L'Equilibrio è ordine naturale, lo squilibrio è disordine. Dentro il nostro corpo c'è un intreccio costante tra ordine e disordine e se noi conosciamo la natura del disordine possiamo ristabilire l'ordine.
Ayurveda spiega i modi differenti di trattare la persona per mantenere la salute e curare la malattia mantenendo l' equilibrio dei costituenti del corpo. Il punto di partenza del trattamento è sempre la normalizzazione dell'eventuale dosha aggravato al momento della valutazione.
La conoscenza dell'Ayurveda mette in condizione l'individuo di capire come creare l'equilibrio del corpo, della mente e del pensiero valutando la costituzione individuale, la condizione del momento e il periodo stagionale. La costituzione individuale è lo schema di base del nostro corpo, cioè uno stato in cui uno o più dosha è naturalmente accresciuto. Bisognerà dunque analizzare le caratteristiche fisiche quali: l'impalcatura ossea, la proporzione, lo spessore dei tessuti, il colore e spessore dei capelli e se essi sono lisci o ricci, secchi o untuosi, la dimensione ed il colore degli occhi, i denti, le gengive, le mucose, la lingua, il colore della pelle, se essa è secca o untuosa e la sua reazione all'esposizione solare, se l'appetito è variabile o costante, le condizioni climatiche in cui la persona funziona meglio, se il ciclo mestruale è regolare, scarso o abbondante, doloroso o meno,la profondità del sonno, la sua qualità, il contenuto dei sogni, la velocità del parlare, il timbro e tono della voce ed infine le emozioni.
Il secondo elemento di valutazione è la condizione del momento, ossia se la sua condizione attuale è sufficientemente descritta dal normale quadro costituzionale appena indagato, o presenta delle variazioni. Stabilire ciò è molto importante, in quanto il punto di partenza del trattamento è sempre la normalizzazione di ciò che non è in equilibrio al momento dell'analisi.
Infine, il terzo elemento è la valutazione del periodo stagionale, in quanto, il tempo, che può essere suddiviso in tre cicli: giornaliero, stagionale e cosmico, è il fattore esterno di accrescimento più importante.
La differenza fondamentale tra la medicina occidentale e l'Ayurveda è che, mentre la medicina occidentale cura le malattie e i loro sintomi con medicine ed interventi chirurgici, l'Ayurveda non si focalizza sulla malattia ma sul bilanciamento delle energie che dà forza al sistema naturale di difesa del corpo, che dà maggiore vigore fisico per difendersi contro le malattie. L'Ayurveda non può sostituire la medicina occidentale, ma può potenziare le difese organiche dell'individuo per renderlo più forte e meno incline alle malattie, oppure ricostituire il corpo dopo cure mediche o interventi.
Le medicine Ayurvediche comprendono: pastiglie, sciroppi, ricostituenti, inalazioni, prodotti per la pulizia intestinale, lassativi, essenze ed oli per i massaggi.
L'unzione e il massaggio sono usati, in India, fin dai tempi antichi per incrementare forza, mobilità, flessibilità e memoria, migliorare la vista e il funzionamento di organi interni, favorire il sonno, aumentare la resistenza del sistema immunitario, rigenerare i tessuti, curare la struttura muscolo-scheletrica, ridurre gli edemi, sbloccare l'energia vitale, ridurre l'accumulo di sostanza dannose nel corpo, migliorare la concentrazione, l'intelligenza, la fiducia in se stessi, l'autostima e promuovere la longevità.
manipolare i tessuti. L'Ayurveda non ha una tradizione codificata di massaggio ma vi sono sistemi di massaggio o singoli terapisti che si ispirano ai principi ayurvedici; per quanto riguarda l'unzione, invece, l'Ayurveda ha tramandata un'interrotta tradizione.
Al termine del trattamento, l'olio viene di solito rimosso applicando sul corpo una miscela di erbe in polvere che, oltre a promuovere l'eliminazione dell'olio non assorbito, possiede anche proprietà terapeutiche. L'applicazione di sostanze in polvere è chiamata ubtan.
Il massaggio indiano riconosce e tiene conto di una fisiologia sottile caratterizzata da linee di flusso e plessi, percorsi e vivificati dall' 'energia vitale' o prana. I plessi vitali si chiamano marma e sono localizzati in regioni anatomiche caratterizzate dalla presenza di due o più delle seguenti strutture: vasi sanguigni, ossa e nervi, legamenti, muscoli e articolazioni. Secondo l'energetica indiana, nei marma sono presenti le tre forze psicofisiche vatha, pitha e kapha. Una volta attivato, il marma viene trattato con la percussione o con un leggero impastamento circolare, o una frizione, dell'area interessata.
La tradizione indiana più autentica riconosce che i tre ingredienti più importanti per un massaggio efficace sono l'olio medicato, la tecnica manuale e il vigore vitale del terapista.
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